IL MUSEO CIVICO ARCHEOLOGICO CIROTANO
Orario di apertura : dal lunedì al venerdì 9,00-13,00 - Telefono 0962/370056
In Piazza Diaz, Cirò Marina, all’interno di Palazzo Porti ha sede il Museo Civico Archeologico. L’edificio, appositamente acquistato dal comune di Cirò Marina nel 1981 ed interamente ristrutturato nel 1985, dal 1996 è sede del Punto Soprintendenza della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Calabria e, dal 1998, è aperto al pubblico come museo. E’ organizzato su due piani e raccoglie sia materiale recuperato fin dai primi anni ‘70 dal locale Archeoclub, sia reperti oggetto di scavi sistematici della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Calabria.
In particolare a piano terra sono esposti oggetti in ceramica e metalli vari di epoca tardo arcaica, classica ed ellenistica provenienti dall’area dell’Apollonion e dai territori di Cirò e Cirò Marina, dove insistono i resti dell’antica Krimisa. Al primo piano trova posto una interessante mostra fotografica sui risultati delle ricerche effettuate nei fondali marini calabresi negli ultimi trenta anni.







1- Cratere a calice nello stile di Gnathia – terzo quarto IV sec. a.C.
2- lekythos ariballica apula a figure rosse – IV sec. a.C.
3- pelike frammentaria nello stile di Gnathia – inizio-metà III sec. a.C.
4- coppa carenata con tre anse orizzontali, acroma – III sec. a.C.
5- olpe acroma decorata con fasce brune – IV-III sec. a.C.
6- olpe frammentaria a vernice nera – IV-III sec. a.C.
7- olla acroma frammentaria – IV-III sec. a.C.
8- coppa a vernice nera – prima metà II sec. a.C.
9- patera a vernice nera decorata con stampigli – fine IV inizi III sec. a.C.



CINTURONE IN BRONZO PIMA METÀ IV SEC


Attrezzi trovati in una tomba il Loc. Taverna


ELMO IN BRONZO IV SEC


CAPITELLO DORICO DELLA FASE ELLENISTICA DEL TEMPIO


IDOLETTO SCHEMATICO IN ARGENTO - SECONDA METÀ VIII SEC AC


Nella sala XXVI del Museo Nazionale della Magna Grecia, sono inoltre conservati alcuni reperti di Krimisa, tra cui la famosa testa marmorea dell'acrolito di Apollo (440 a.C.), attribuita da Paolo Orsi a Pitagora di Reggio, con le mani, i piedi e la parrucca bronzea.



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